Parola di Don

"Celebrare l'Avvento, significa saper attendere, e l'attendere è un'arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato".
Questa espressione di Dietrich Bonhoeffer, può riassumere la bellezza e la complessità  del grande tempo che ci condurrà  alla gioia del Natale.

Attendere qualcosa o attendere Qualcuno?
Dando una risposta a questa domanda si può vivere o non vivere il vero Natale, che è quello di Gesù..
novena

In questo periodo di Avvento dobbiamo comprendere che c'è di più perchè c'è Gesù: è la sua presenza che ci procura una grandissima gioia.
Ricevere e accogliere un Dono così grande - il dono della sua Incarnazione - cambia il modo di vedere le cose e impegna in modo nuovo la vita quotidiana. I segni della sua presenza già  ci lasciano intuire che il Signore è davvero colui che è venuto nel mondo per aprirci strade nuove e moltiplicare le occasioni per renderci felici. Sapere che c'è una meta e soprattutto una direzione è la chiave di volta che sblocca la vita.

Il dono del Natale può essere accolto se si entra nella sua logica e si impara da Gesù ad essere dono per gli altri, e facendo della vita uno «scambio di doni» si può imparare a dare più valore alle persone, impegnandosi a ritrasmettere moltiplicata la gioia ricevuta.

La strada dell'Avvento è la strada della gioia, lungo la quale chiederemo ai ragazzi e alle loro famiglie di accorgersi della presenza di Gesù, di investigare sui segni che parlano di Lui, di fidarsi delle persone che annunciano la sua venuta per costruire insieme la strada della gioia. Il modo per preparare la via alla gioia sarà  tracciato di settimana in settimana, riferendosi innanzitutto alla Parola di Dio che verrà proclamata durante la Messa domenicale, e vivendo in pienezza ed entusiasmo le tante occasioni e i tanti strumenti che accompagneranno questo "tempo speciale". Occorre affrontare ogni passo di questo cammino con la gioia e l'entusiasmo del discepolo che sa annunciare una grande verità , un segreto che può e deve cambiare la vita di ogni uomo: Dio è con noi, e viene a visitare la nostra semplice ma preziosa vita.

«C'è più gioia» è l'atteggiamento proposto dalla nostra pastorale giovanile diocesana e che deve dare sapore al nostro essere Oratorio, Comunità, gruppo di discepoli di Gesù.
Le iniziative, i ritiri, le preghiere, le uscite e tutto quello che verrà  proposto in questo "periodo speciale" ci deve aiutare a riscoprire il VERO Natale, quello di Gesù e ci deve incoraggiare a ritrovare la giusta forza e la luminosa speranza incrociando lo sguardo del "Bambino di Betlemme", l'unico capace di trasformare le tenebre in luce.

Volevo concludere consegnandovi un singolare scritto di Rabindranath Tagore che ci può aiutare a cogliere la grandezza del "mistero" di un Dio che condivide la nostra esistenza.

La Madre era seduta sulla paglia
con nel grembo il bambino,
come stella del mattino
in grembo all'aurora.

Tutti piegarono le ginocchia:
il re e il mendicante,
il santo e il peccatore,
il sapiente e l'ignorante.

Tutti ad alta voce gridarono:
vittoria per l'uomo,
vittoria per il Neonato,
per colui che vive in eterno!

Come stella del mattino
in grembo all'aurora.

Buon Cammino e buon Avvento
don Achille