Parola di Don

Nel periodo che ci porta davvero vicino al Natale di Gesù mi nasce spontanea l'espressione: "Rallegratevi nel Signore, sempre" (Fil. 4,4).

E' un invito incoraggiante che ci permette di recuperare l'entusiasmo e la voglia di vivere questo periodo di "attesa" da cristiani, da discepoli di Gesù.
"Il Signore è vicino" (Fil 4,5). Anzi è presente, vivo, in mezzo a noi: questo è il grande segreto, la sua presenza che ci rende lieti e fiduciosi nell'affrontare ogni cosa. Naturalmente alcuni potrebbero obiettare che "tutti a Natale sono felici".
grazie Non ne ho dubbi... ma il problema o la sfida è trasformare la felicità in gioia, in atteggiamento permanente di fiducia, speranza, desiderio di mettersi in gioco e di rallegrarsi per quello che si è e che si ha. Tutto questo è reso possibile se si vive la gioia della presenza reale di Gesù nelle nostre vite, nelle nostre famiglie, nei nostri Oratori.
La gioia suscita sempre gratitudine!
E' giunto il momento di fermarsi e di "contare le nostre benedizioni", cioè tutte le persone, gli avvenimenti, le relazioni che rendono luminosa la nostra esistenza. Siamo gente di fretta, di corsa, super attivi... è il momento di fermarsi, di guardare negli occhi e nel cuore le persone che costituiscono la nostra vita e far sgorgare liberamente e con serenità  parole di stupore e di ringraziamento. Vorrei anche suggerire un modo per vivere davvero un bel Natale: dialogare. Forse sembra un suggerimento banale, ma non è così. Nelle nostre giornate siamo abituati a "comandare", dirigere. Siamo pieni di frasi fatte e di circostanza, diciamo sempre la nostra e non prestiamo mai attenzione: perchè sappiamo già  tutto. Anche in casa ci annoiamo dei discorsi, vogliamo ascoltare solo quello che ci interessa tralasciando che il dialgo è conoscenza dell'altro, è dare del tempo all'altro perchè lo riteniamo importante.
C'è una sola regola per essere un buon conversatore: imparare ad ascoltare.
Questo vale anche per il rapporto con Dio: non lo ascoltiamo... perchè sappiamo già tutto e ci annoiamo, dopotutto abbiamo sempre tanto da fare. Sant'Agostino diceva che "le persone provano un così grande stupore per l'altezza delle montagne (...) la vastità  dell'oceano, il moto delle stelle, ma passano accanto a se stessi senza meravigliarsi".
Vi auguro un'attesa del Natale piena di stupore.

Don Achille