Chiesa Ss. Alessandro e Martino

Dal Liber notitiae sanctorum Mediolani un manoscritto della fine secolo XIII, si desume che in Cesate in quell'epoca esistevano tre chiese: una dedicata a S. Alessandro, una a S. Martino e una a Maria, Madre di Dio. Secondo una vecchia tradizione popolare, riferita dal Gianola, l'oratorio di S. Alessandro, patrono della parrocchia, sorgeva un tempo in un campo posto nella parte settentrionale del paese; la chiesa dedicata a S. Martino sorgeva un tempo in mezzo alla campagna, lungo la strada per Garbagnate. L'esatta ubicazione della chiesa di S. Maria non ci è nota, senz'altro era nel centro del paese. La chiesa di Santa Maria, che faceva parte della canonica di S. Martino di Bollate, aveva il titolo di Rettoria che spettava alla chiesa principale del villaggio. Presso di essa risiedeva il Rettore che operava nella veste di Parroco. Dopo il Concilio Di Trento i rettori divennero parroci di nome e di fatto.

La chiesa parrocchiale dei SS Alessandro e Martino, imponente, con la sua scalinata, risale al 1619 quando fu fatta costruire, su un'altra demolita per opera del cardinale Borromeo, che nel luglio del 1573, durante la sua visita pastorale a Cesate,ordinò la costruzione della chiesa e del campanile e ne indicò anche il posto dove doveva essere innalzato; ma alla sua completa edificazione si arrivò solo nel 1793 con il parroco Giovanni Resnati.

La chiesa si affaccia su via Romanò e con il suo campanile domina tutta Cesate; nel corso degli anni ha subito notevoli miglioramenti rispetto a quella che era originariamente. Infatti la chiesa costruita nel 1619 si fermava a circa metà  di come è ora, con tre sole arcate e terminava a livello delle due cappelle del SS Crocifisso e della Madonna del Rosario. Per renderla più ampia ed accogliente nel 1887, fu fatta allargare dal parroco don Carlo Rossi , aggiungendo due arcate, su progetto dell'ing. Luigi Moretti. Nella più grande arcata vicino all'altare maggiore venne posto il crocifisso e nel 1857 questa fu trasformata in capppella, durante la restaurazione l'intera cappella fu spostata nella posizione in cui lo ritroviamo ora. Nel 1907 vennero aggiunti due dipinti di Domenico Beghè che rappresentano: uno l'agonia di Cristo nell'orto del Getsemani, l'altro la deposizione dalla croce.

Nel 1927 fu costruita la grande scalinata attuale al posto dei piccoli e ripidi scalini che esistevano fino ad allora su quello che era il cimitero del paese, infatti prima l'ingresso era posto dove ora c'è il campanile. Ulteriori restauri sono stati fatti dal parroco Don Carlo Gaggioli sia per quanto riguarda il sagrato, gli interni e il campanile.

 


Santuarietto Beata Vergine delle Grazie (del Latte)

 
Non vi sono molti documenti riguardanti l'origine di questo luogo si può supporre che la sua edificazione sia avvenuta con ogni probabilità agli inizi del 1600. Al suo interno il preziosissimo affresco della Madonna delle grazie (o del latte)di un discepolo anonimo della scuola di Bernardino Luini, e della tela raffigurante la Madonna con il bambino Gesù con i santi Bernardino e Rocco, che originariamente si trovava in via Romanò 12 da cui venne staccato nel 1971, restaurato e posto sul muro destro della piccola chiesetta. 

   

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